Il 6 gennaio del 1982, utilizzando un favorevole “ponte”, trascorrevamo una settimana bianca a Canazei. Eravamo il solito gruppo di amici, appassionati sciatori dello Sci Club Cariplo. Per l’ennesima volta al ritorno dalle nostre escursioni sciistiche in altre vallate, eravamo rimasti in coda per molto tempo ad Arabba, per cui scendemmo a Canazei che era già buio…

All’epoca, sul circuito del Sella Ronda, era normale trovare code indescrivibili nelle ultime ore della giornata, per cui quella sera, discutendo con il mio amico Pierangelo Boffi, detto Pier, proposi di cercare altri itinerari e di pernottare nei Rifugi senza dover rientrare ogni sera in albergo. Ottimo, disse Pier, spenderemo meno che in albergo!!!… Non fù così… Il mio collega Pier era anche un esperto sommelier, per cui il costo delle bottiglie, tutte da meditazione, superò di gran lunga il costo del soggiorno…

Progettato l’itinerario, aiutati dalla nostra ottima conoscenza dell’area dolomitica e dalla vecchia amicizia con i gestori dei rifugi, preparammo lo zaino e rimettemmo gli abiti della vacanza nella valigia. Al mattino dopo, salutati gli amici, partimmo con la prima corsa della seggiovia e iniziammo il nostro primo ski tour.

Il primo giorno percoremmo tutta la Val Gardena, e solo alla sera risalimmo il Col Raiser. Seguendo una traccia nel bosco giungemmo al Rifugio Firenze. Eravamo gli unici ospiti!!! Subito la Signora Resy Perathoner, una donna tanto imponente quanto gentile, si preoccupò per la nostra cena. La serata trascorse fra racconti del periodo bellico e aneddoti sul nostro presidente Sandro Pertini che si recava spesso al rifugio Firenze durante le sue vacanze estive. Alle 22 tutti a nanna al lume di candela, a quell’ora veniva tolta la corrente elettrica al rifugio.

Al mattino partimmo di buon ora in direzione del Passo Fedaia. Dopo chilometri di piste valicammo il Passo Padon sotto una bufera di neve e giungemmo al Rifugio Capanna Bill. Era un rifugio isolato, la nuova strada del Fedaia non era ancora stata costruita ed il proprietario, Signor Darman detto “Bill” assieme alla sua famiglia, cenò con noi raccontandoci le sue esperienze di emigrante e il suo ritorno nella valle natia per costruire il Rifugio.

Al mattino seguente, dopo una memorabile colazione e con mezzo metro di neve fresca, riprendemmo il nostro viaggio verso il Passo Padon, Arabba, Corvara ed il Passo Falzarego (all’epoca, gli impianti della Marmolada funzionavano solo dopo il 20 febbraio). Dopo una sosta all’Hotel Armentarola, per assaggiare la già allora famosa macedonia di frutta, con una vecchia “Peugeot”, definita pomposamente “taxi” risalimmo il Passo Falzarego. Finalmente giungemmo al Rifugio Lagazuoi. Ad accoglierci la Signora Alda con il marito Ugo Pompanin detto “Baa”, guida alpina degli Scoiattoli di Cortina. All’epoca, al rifugio c’erano solo le camere al piano superiore e il nostro soggiorno fu molto confortevole anche perché la signora Alda fu strepitosa in cucina.

Il giorno dopo, discesa dal Lagazuoi e in attesa del bus per Cortina, salimmo alle 5 Torri per “salutare” Lorenzo Lorenzi, il proprietario del Rifugio Scoiattoli. A Cortina, percorse quasi tutte le piste della Tofana e del Faloria, risalimmo il Cristallo verso il Rifugio Son Forca. Ad attenderci c’erano i proprietari, Roberto Siorpaes, allenatore federale e la moglie Ivonne Ruegg, medaglia d’oro olimpica (1960).

Il 10 febbraio dello stesso anno, sempre con l’aiuto di Pier, fu fatto ufficialmente il primo ski tour organizzato. Visto il grande successo, lo ski tour fu ripetuto a marzo e incrementato negli anni successivi.

DA ALLORA, OLTRE 5.000 PERSONE HANNO VISSUTO L’ESPERIENZA DEL DOLOMIA SKITOUR.

Oggi, i rifugi e gli impianti di risalita si sono ammodernati, i proprietari dei rifugi hanno lasciato il posto ai figli, i nostri accompagnatori sono aumentati, ma lo spirito di questa piccola avventura è rimasto quello di 25 anni fa.

ORA, SE VORRETE, TOCCA A VOI CONTINUARE QUESTA TRADIZIONE.